• English
  • Italiano

Condividi contenuti Segui il canale Youtube Seguici su Facebook

Progetti

Antonio Zama

Nel 2005 l’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha avviato un progetto per ricostruire la parabola biografica di Antonio Zama (1917-1988), assistente centrale della Fuci, poi vescovo ausiliare di Napoli, quindi arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia.
In questa prospettiva, si è proceduto al riordino del Fondo Zama, donato all’Istituto in due momenti successivi nel 2001 e nel 2006, che è stato curato da Simona Ferrantin. Per ampliare la base documentaria, è stato eseguito lo spoglio sistematico di una serie di periodici, in cui sono stati individuati gli articoli scritti da Zama.
Si sono, quindi, affidate le ricerche specifiche su aspetti dalla vicenda biografica di Zama a studiosi qualificati, che ne hanno presentato le risultanze nel corso di un convegno, tenutosi a Napoli il 5-6 ottobre 2007, che ha beneficiato di un contributo della Regione Campania, della Provincia di Napoli, della Fondazione Istituto Banco di Napoli. Il lavoro è, infine, confluito nel volume degli atti.

Osservatorio sulle riforme costituzionali

L’Azione cattolica, insieme all’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici Vittorio Bachelet e all’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, nel 1996 ha lanciato il progetto denominato Osservatorio sulle riforme costituzionali.
L’idea prende corpo dal rilievo assunto nel dibattito pubblico dal tema. A partire dall’inizio degli anni Ottanta, infatti, la questione delle riforme istituzionali ha acquisito una centralità crescente, a partire dal “decalogo Spadolini”, lanciato nel programma di governo del 1982, passando per i lavori della Commissione Bozzi (1984-85), rilanciandosi nella stagione referendaria, per arrivare alla Commissione De Mita-Iotti. In una battuta di sintesi, il tema, inizialmente circoscritto ad alcuni aspetti della forma di governo, ha assunto una connotazione globale nell’ottica della riforma del sistema politico italiano.  In particolare, si è registrata un’accelerazione in corrispondenza del mutamento della Costituzione materiale causato dalla fine della guerra fredda e del crollo di quella che impropriamente è stata definita seconda Repubblica. Su questo sfondo, si è avvertita l’esigenza di monitorare le proposte di cambiamento via via avanzate dalle forze politiche o da settori sensibili della società civile, attraverso lo strumento dell’Osservatorio, che è stato alimentato da competenze di tipo storico e giuridico.
Il frutto del lavoro svolto è confluito nei volumi L’eredità della Costituzione e Il cammino delle riforme costituzionali, pubblicati nel 1998. Successivamente l’Osservatorio sulle riforme costituzionali è stato assunto dall’Istituto Vittorio Bachelet nell’ambito delle proprie attività ordinarie, che si sono tradotte nell’elaborazione di specifici dossier sui temi che hanno animato l’agenda politica.